Ep. 15 - Chi non scrive a Capodanno, non scrive tutto l'anno
31 dicembre 2020. Un traguardo che ci è a lungo sembrato un miraggio, un po’ come l’arrivo di una maratona per cui non ci eravamo allenati a dovere. Eppure, con il fiato corto e il desiderio di mollare che ci prendeva a ogni kilometro percorso, siamo arrivati. Stremati, sfatti, con le gambe molli, ma la soddisfazione di aver tenuto duro fino alla fine.
Ma questo post non sarà l’esaltazione di baggianate tipo resilienza e antifragilità. Non sarà neanche una carrellata dei momenti meravigliosi che hanno inframezzato mesi di noia, tristezza e difficoltà. Nossignori. Fedele alla tradizione, l’ultimo giorno dell’anno sono qui a redigere i buoni propositi per il 2021, con la speranza che molti di voi vorranno sposarli e perseguirli, la certezza che riuscirò a far storcere il naso a una parte dei lettori e il conforto che (trattandosi perlopiù di amici e parenti) mi perdoneranno.
(Buoni) propositi per il 2021
- Accantonare l’ansia del controllo. Sì, quella convinzione fittizia di avere il polso della propria vita e del proprio futuro. Il 2020 ha dato un bello schiaffone in faccia a tutti noi control freak e ci ha comunicato a chiare lettere che no, non abbiamo il controllo di un bel niente. Quindi mettiamo da parte questo inutile sentimento e concentriamoci su quello che, giorno per giorno, riusciamo a portare a casa. Consapevoli che basta un agente esterno (cataclisma naturale, pandemia, sbronza triste) a buttare tutto all’aria.
- Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Popolo dei procrastinatori, è a te che mi rivolgo. Quante volte hai rimandato a un futuro prossimo quanto imprecisato delle attività, azioni, obiettivi che avevi in testa per pura e semplice pigrizia? Quante volte hai rimbalzato l’amico che ti proponeva un viaggio, un’escursione, una gita fuori porta perché non avevi voglia di aprire il portafoglio o di alzarti la mattina? Quanti corsi di lingua, palestra, decoupage o sa il Diavolo cosa hai dichiarato di voler iniziare tassativamente da domani? Dopo un anno in cui quasi tutte le nostre chance sono state azzerate, teniamo bene questo monito in testa. Perché domani potresti essere in zona rossa, bello mio. E l’escursione al massimo la fai dal salotto alla cucina.
- Non cedere alle pressioni sociali. Situazione tipica, veglione di Capodanno in un anno senza DPCM. Hai qualche proposta sul piatto, nessuna ti attira. Il tuo grande, inconfessabile desiderio è startene per i cazzi tuoi (o con qualche eletto) a fare qualcosa che ti piace, fosse anche andare a un concerto di musica da camera, guardarti un film al cinema o non alzarti dal divano. Invece cedi alle pressioni sociali e ti trovi a un pessimo party con pessima musica, vendendo un rene per postare due storie su Instagram e non sentirti un reietto della società. Ti trovi così incastrato in un trenino cantando Brigitte Bardot-Bardot con la segreta voglia di sdraiarti sui binari. Il Covid ha rimescolato le carte, ragazzi: da oggi siamo legittimati a pensare che non è necessario organizzare nulla nelle feste comandate, anzi, avremo un’eco di patriottismo che ci ricorderà quei tempi andati dove l’asocialità si fondeva col senso civico. E il motto Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi lo possiamo anche dimenticare. Grazie.
- Non dare nulla per scontato. Mi piacerebbe, quando prima o poi il 2021 ci regalerà un simulacro di normalità, abbracciare il ritorno alla routine come quando tornavo a scuola dopo le vacanze estive. Dopo aver cazzeggiato per tre mesi, avevo l’entusiasmo di rivedere i compagni, dell’intervallo in cortile, anche delle lezioni. Tutto aveva un altro sapore, era illuminato da un’altra luce. Quando riprenderemo le nostre vite, vorrei che riuscissimo ad alimentare questa sensazione e tenerla viva il più possibile prima di tornare a lamentarci del viaggio in autobus, dei meeting in ufficio, degli scazzi sul lavoro e della solita birra nel solito pub con i soliti quattro amici.
- Godere della compagnia altrui, sapendo che anche la nostra non è male. La grande pandemia degli anni Venti del Duemila ha concesso a molti di noi di affrontare l’Uomo Nero dell’età adulta: la solitudine. E in questi mesi, i più fortunati hanno scoperto che no, in compagnia di se stessi non si sta affatto male. Scoprire che sei proprio tu, la persona che ti ha fatto ridere di più (citando i miei amati Ex-Otago) è stata la migliore delle scoperte. Ma anche realizzare che la compagnia delle persone giuste è molto preziosa. Ho detto persone giuste, guardiamo alla qualità e non al numero. Che il miracolo di avere 12 veri amici a più di trent’anni appartiene solo a Gesù.
Ho scritto molto, forse troppo. Ma spero che tra un best of 2020 su Instagram e l’altro troverete il tempo di leggermi.
Ah, dimenticavo: buon 2021.

Buon 2021 Carlotta!
RispondiEliminaquante cose saggie...
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