Cinerubrica ep. 2, "La Isla Mínima" di Alberto Rodríguez Librero

Acqua paludosa e lingue di terra verde che si snodano come volute cerebrali, come radici di un albero, come linee di Nazca. Inizia così La Isla Mínima di Alberto Rodríguez Librero, con riprese aeree delle paludi del Guadalquivir, una landa inospitale che alterna campi di terra arida spaccata dal sole a una folta vegetazione immersa nell'acqua stagnante, un sole che cuoce la nuca a piogge torrenziali, implacabili, impetuose.


Due ragazze, la notte della festa del paese, scompaiono, inghiottite dal buio. Erano due "poco di buono", Estrella e Carmen. Promiscue. Volevano scappare da quel buco di posto. Persino il padre si vergogna di loro. Forse hanno cercato un passaggio per andarsene. Sono state viste salire su un auto, e poi più nulla. E così via, finché un giorno i loro corpi violati e mutilati non vengono ripescati in un'ansa delle paludi. 


I detective Pedro Suárez e Juan Robles, mandati da Madrid a condurre l'indagine, lavorano sul caso. Pedro, in procinto di diventare padre, è stato spedito in quel luogo dimenticato da Dio per via della sua insofferenza nei confronti dell'autorità e del regime franchista. Idealista, democratico, crede nella libertà e guarda con sospetto Juan, che sembra disinteressarsi all'argomento, un atteggiamento che a Pedro puzza di connivenza. Una coppia che pare da subito bene assortita.


Ben presto, dalle acque delle paludi inizia a emergere una fitta trama di morti analoghe. Donne. Giovani. In fuga dal paese. Alla ricerca di una nuova vita, di un nuovo lavoro, i cui corpi sono stati restituiti dal fiume smembrati e stuprati. I due detective indagano, si spalleggiano, si completano, in una danza dove l'uno placa l'altro quando supera il confine, e l'altro protegge l'uno quando ne ha bisogno.

L'indagine si snoda come le lingue di terra nelle riprese aeree, allungandosi fino a stringere sempre di più nella morsa il colpevole, o i colpevoli, in una lotta contro il Male. Anche il Bene però si tinge di nero, tra metodi d'indagine poco ortodossi, a volte brutali, dove il fine non sempre giustifica i mezzi. E alla fine, in questo True Detective dal sapore iberico, ci si domanda se la redenzione possa esistere, o se gli errori del passato non corrompano l'anima così come l'acqua stagnante fa marcire i corpi abbandonati nel fiume.




  

 

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