Ep. 12 - New Normal? Ma anche no

Da quando il Covid ha reso la realtà del 2020 simile a un romanzo distopico scritto male, abbiamo sentito più volte ripetere il concetto di New Normal. Cosa significa? Lo dice la parola stessa, una nuova concezione di normalità. Un aderire a comportamenti prima estranei fino a farli diventare quotidiani, usuali. Nello specifico, distanziamento sociale, mascherine e attenzione all'igiene e alla disinfezione delle mani. Passiamo agli esempi pratici, partendo dal primo punto: il distanziamento sociale.

Se prima uscivi con gli amici e non lesinavi baci e abbracci anche a quelli della compagnia di cui sapevi a stento il nome e che chiamavi con un generico "grande", adesso ti limiti a un cenno del capo da qualche metro di distanza. Che poi, compagnia. Vediamo di contenere il numero. E non invitate tizio, che mi sembra un coglione e vociferano che faccia il tavolo al The Club il sabato. 

Se prima il tuo venerdì sera terminava il sabato mattina dopo una notte da leoni all'Apollo, adesso è verosimile che calerai il sipario alle 24 con la palpebra calata di fronte a Emily in Paris.

Se prima limonavi al bancone del Tom ogni giovedì sera, adesso ti limiti a qualche like su Instagram a quell'amica libertina di tua sorella.

Le mascherine. Sì, quello strumento che deve coprirti bocca e naso. Anche il naso, cretino. Che non un è oggetto di design, serve a prevenire che tu ammorbi l'aria con le tue esalazioni. Bene, prima non le mettevi, adesso sì. Fine del paragrafo.

L'igiene e la disinfezione delle mani. Be', su questo punto mi vanto di essere una precorritrice, di aver fatto tendenza. Io, stillatrice di Amuchina compulsiva da tempo immemore, non ero mai priva della mia boccetta. Adesso, anche chi si puliva sfregandosi l'unto sulle tasche dei pantaloni è gentilmente pregato di passare sotto gli erogatori di cui le città ormai pullulano. Suvvia, ci si impiega un secondo e ti lasciano quel vago odore di gin lemon che ti riaccende le memorie delle ormai dimenticate serate in discoteca.

Insomma, tutti questi comportamenti che in passato ci avrebbero stupito o rattristato, adesso sono diventati inevitabili per non andare incontro al tracollo. Quindi, facciamoli tutti nostri, che ci piaccia o no.

Ma per favore, per favore: non chiamatelo New Normal. "Normal" è poter abbracciare i tuoi cari senza il terrore di contagiarli. "Normal" è una cena col gruppo di amici senza domandarti quante persone hanno visto oltre a te. "Normal" è schiacciarsi al bancone del bar per chiedere un drink, il primo di una lunga serie, il venerdì sera. "Normal" è camminare per strada e non considerare la gente che ti passa accanto come una minaccia. "Normal" è andare in ufficio e scambiare battute col collega alla scrivania, non stare seduto al proprio PC da solo tutti i santi giorni e relegare i contatti umani a call su Teams. "Normal" è poter prendere un treno, un aereo e viaggiare, visitare, esplorare. È vivere l'atmosfera di una città straniera, provare ristorantini e osterie, visitare gli angoli più caratteristici, immergersi nelle tradizioni locali, sentire il vociare della gente in un'altra lingua.

Quindi, ve lo dico dal cuore, e vorrete perdonarmi il francesismo: New Normal una sega.

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