Ep. 8 - Galateo in Fase 2
Trattato di messer Giovanni della Casa,
nel quale sotto la persona d'un vecchio idiota ammaestrante un suo giovanetto,
si ragiona de modi, che si debbono o tenere, o schifare nella comune
conversatione, cognominato Galatheo overo de costumi.
Scriveva così monsignor Della Casa, che nella seconda metà del XVI secolo redigeva il manifesto del garbo e della buona educazione.
Ma quale occasione migliore per rivedere le norme del vivere civile se non una bella pandemia su scala mondiale? L’opportunità di calarmi nei panni di Vestale delle buone maniere ai tempi del Covid-19 è troppo ghiotta. Io, proprio io, che a tavola dico “buon appetito”, “cin cin” e non sono proprio ferratissima sulle posate, per usare un eufemismo.
Cari miei Dante, sono pronta a essere il vostro Virgilio in questa selva oscura della società in Fase 2.
Le presentazioni
Vieni introdotto a un gruppo di persone (seriamente? Già marchiamo male). O a una persona sola (meglio). In primis, non schiodare dal viso la tua mascherina: esprimi il tuo calore con gli occhi, saluta con un cenno della mano e di’ come ti chiami. Non bofonchiare, che già con la mascherina quelli come me (con le orecchie fracassate da anni di musica in cuffia) non sentono. La mano tienila a mezz’aria, non azzardarti a tenderla ed evitati anche quella cafonata del darsi il gomito, please.
Il “piacere” tienitelo in tasca. Covid o non Covid, non saprai se conoscere quella persona è un piacere, quindi non eccedere nell’entusiasmo.
Non ti avvicinare troppo: se eviterai di invadere l’altrui spazio personale, verrai percepito come responsabile e dallo spiccato senso civico e getterai le basi di una solida amicizia.
A tavola
Supponiamo che tu sia a cena con qualcuno che non rientra fra i tuoi congiunti (familiari conviventi, coniugi o fidanzati/e).
Quando il cameriere porta un unico cestino del pane, macchiandosi di negligenza, tu, paladino della Salute ma con immancabile savoir faire sorridi (sotto la mascherina) e chiedi: “Gentilmente potrebbe portarcene un altro?”.
Il cameriere probabilmente rientrando in cucina bestemmierà. Forse vi sputerà nel cestino e addio salute. Ma avrete dimostrato al vostro commensale di avere a cuore il benessere di entrambi (e poca voglia di condividere il cibo). Un punto per voi.
Prima di iniziare il pasto, andate a lavarvi le mani oppure datevi una bella passata di Amuchina. Prediligete le posate alle dita. Ed evitate di soffiare sui cibi caldi e spargere nell’aere goccioline di saliva, perdio.
Al supermercato
Rispettate placidamente il vostro posto in fila, mantenendo almeno un metro dal tizio davanti a voi. Non appiccicatevi a lui, alitandogli sul collo. La vostra attesa non durerà di meno e potreste ricevere (a seconda della pazienza del soggetto): a) uno sguardo disgustato b) un commento petulante c) uno spruzzo di spray urticante d) un pugno sui denti.
Se volete afferrare l’avocado dallo scaffale mentre due vecchini stanno riempiendo il cestino dei limoni saggiandoli uno a uno proprio davanti a voi, attendete. Se volete raggiungere la crescenza senza lattosio, ma i due vecchini stanno decidendo quale marca di mozzarella acquistare, aspettate. Se volete agguantare la bottiglia di Valpolicella Ripasso ma i due vecchini stanno esitando davanti al Tavernello, pazientate. Statisticamente, le probabilità che la settimana successiva possano regalarvi ancora la loro presenza sono piuttosto esigue.
Per strada
La mascherina probabilmente è poco utile all’aria aperta e a una certa distanza, ma è un gesto di cortesia. Indossarla è come dire “Ehi, non voglio rischiare di appiccicarvi il virus addosso, gente”.
Lo trovo molto garbato e lo caldeggio, a meno che non siate soli in una strada deserta.
Per i runner, correre con la mascherina è fuori questione. La crisi respiratoria sarebbe una certezza e no, la causa non sarebbe il coronavirus. Quindi ai censori che li guardano storto suggerisco di spararsi qualche km con la mascherina e poi ne riparliamo.
Un gesto carino, però, è quello di portarsela sul viso quando si incrocia qualcuno a distanza ridotta. Sbanfargli addosso mentre registrate il vostro miglior tempo, invece, non è carino per niente.
Ammetto che la mia rilettura del Galateo può essere opinabile. Riconosco che posso aver trascurato qualche circostanza fondamentale. Sorvolo su situazioni ben più ostiche di quelle sopracitate.
Ora passo la palla a voi, cari lettori. Sentitevi liberi di esprimere il vostro contributo sulla questione. Da casa. E igienizzatevi le mani, prima di commentare.

Qui ci si accorge che ti stai divertendo tu a scrivere.
RispondiEliminaDivertente, ma hai lavorato un po' sui luoghi comuni