Ep. 5 - L'amore ai tempi del coronavirus

Oggi voglio affrontare un tema scottante.
Era caldo ben prima che una realtà distopica travolgesse il nostro mondo trasformandolo in un romanzo di Huxley.
Ora è addirittura rovente, tanti ci pensano, ma pochi hanno l’ardire di parlarne.

Come sarà l’amore dopo la quarantena?

Mi immagino chi è già in coppia fare spallucce. Siamo già a posto, noi, che ce ne frega.
Peccato che l’immagine della vostra dolce metà stravaccata sul divano, mentre in tuta pesca patatine dal sacchetto spargendone pezzettini come coriandoli, sia ormai incisa in maniera indelebile nella vostra retina. Un po' come quando guardate il sole troppo a lungo.
E che quelle vostre litigate, che hanno fatto sembrare La guerra dei Roses una puntata di Don Matteo, siano freschi ricordi.
E che ogni residua forma di poesia sia stata spazzata via, come la canicola da un temporale d'agosto. Ma fingiamo di credervi.

Chi invece aveva iniziato una frequentazione pre-Covid si trova a un bivio, corroborato dall’ultima trovata del Governo degli “affetti stabili”.
Se, allo scoccare della Fase 2, si decide di vedersi, il rischio è che il frequentante (che magari non rappresentava esattamente l’amore della vostra vita) dal mignolo si prenda tutto il braccio.
Allo stesso tempo tirarsi indietro equivarrebbe a perdere l'occasione, dopo un lungo periodo di clausura, di dare una rispolverata alle vostre arti amatorie. Ma il gioco vale la candela?
Chi invece si è innamorato sul serio, può utilizzare la scusa del DPCM per esporsi definitivamente e proporre all'altro una stabilità affettiva che già agognava. O la va o la spacca.

Per i single senza frequentazioni all’attivo, la situazione è più complessa. Gli approcci e i luoghi di conoscenza sono da ristudiare.
Addio club, banconi dei bar, party in casa (occhio che il Beppone nazionale mi s’incazza).
Via libera, invece, alla code fuori da supermercati o negozi, dove attaccare bottone diventa facile, visto che la gente brama uno scambio umano più di quanto io non brami una Punk IPA al pub sotto casa.
Quei limoni che, birichini, concedevate con magnanimità prima della quarantena si trasformeranno in sguardi rubati da sopra la mascherina.
E agli spavaldi di ambo i sessi che collezionavano storie da una notte come fossero figurine, se non volete finire attaccati a un respiratore dovrete darvi una ridimensionata.
Gli ipocondriaci poi sono fottuti. Loro che da sempre hanno un approccio diffidente al contatto fisico, nell'era del coronavirus vi guarderanno con ostilità se oserete avvicinarvi.
Sfoggiate la vostra nuova boccetta di Amuchina e pulitevi meticolosamente le mani di fronte a loro. Vi registreranno come persone attente e responsabili e potrete fare breccia nel loro cuore.

Si tornerà a corteggiamenti prudenti, prima considerati antiquati, e che potrebbero diventare interessanti. Roba che Jane Austen si leccherebbe i baffi.

Il mondo cambierà, inutile nascondersi. Dovremo cambiare tutti per poter sopravvivere dignitosamente. Non è questo ciò che il buon Charles Darwin chiamava evoluzione della specie?

Commenti

  1. C'è n'è per tutti.
    Il tuo sguardo sulla realtà è al solito realistico e spietato.
    Ne scaturisce una comicità sorridente e lieve.:non facile da tenere su questo argomento

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