Ep. 4 - Disturbo post traumatico da quarantena

In Italia ci stiamo avvicinando alla tanto agognata "Fase 2", un primo momento di ripresa, di lento ritorno alla vita.

Attenzione: questo post non è dedicato alla Fase 2, alle speranze deluse e ai quesiti esistenziali che ne conseguono (tipo l'ossessivo domandarsi quanti e quali dei nostri affetti possano essere considerati stabili...ma questa è un'altra storia).

Da umanista quale sono, c'è qualcos'altro che mi preme: come reagiranno le persone dopo la quarantena? Come sono stati influenzati, plasmati e rimodellati gli individui da questi mesi di clausura?
Attingendo dati da TV, quotidiani e infine social, vero termometro delle oscillazioni febbrili della popolazione, ho ricostruito degli identikit, dei profili psicologici di individui che possano risultare validi dentro e fuori dalla quarantena.

L'odiatore
L'odiatore è quel soggetto che, durante la quarantena, ha nutrito un sentimento di astio verso innumerevoli figure, a suo parere responsabili o complici della diffusione del virus. 
In primis i runner, nemici pubblici, colpevoli di istigare la gente a uscire di casa e che lui, con il culo sprofondato nel divano, attacca con frasi del tipo "Perché se tutti andiamo a correre vedi quanta gente c'è in giro", "Se poi vi prendete una storta non andate a chiedere di essere curati in ospedale".
Odia anche bambini, gente con cani e tutti i poveri cristi che lavorano in aziende o servizi di prima necessità, ai quali bercia dal suo balcone "Restate a casa!"
Per l'odiatore non esisterà un post quarantena. Ha talmente interiorizzato il concetto dell'Io-Resto-A-Casa che chi lo schioda, anzi, insulterà e deriderà chi, essendo uscito, contrarrà il virus.

Il runner
Il runner a Milano ha patito ben più della quarantena, ha patito la gogna. 
Nel suo innocuo hobby la stampa nazionale ha incarnato il Male. Mai avrebbe pensato che i suoi 10 km mattutini a Parco Sempione avrebbero scatenato tanta indignazione. 
Post quarantena infilerà timidamente le sue scarpe e, circospetto, riprenderà la sua attività, prediligendo orari sfigatissimi nei quali minimizzare il rischio che qualcuno gli urli improperi dal balcone. I più audaci tra loro passeranno sotto la finestra dell'odiatore e lo saluteranno con un sorrisone e un dito medio.

Il PR
Il PR è il socialone entusiasta pronto a riabbracciare la vita, senza farsi demotivare da dispositivi e disposizioni che limiteranno la sua libertà.
Non appena possibile sarà in prima fila alla riapertura di ristoranti e bar, pronto a organizzare cene e aperitivi di gruppo, senza farsi scoraggiare dai separé in plexiglass, dalla distanza di un metro e dalle mascherine, e non farà che ripetere quanto è bella la vita post quarantena.
Trama già un rientro in grande stile al Gattopardo, che ha pianificato nei minimi dettagli per Gennaio 2021.
Ti domandi incessantemente quale sia il suo segreto finché non trovi dello Xanax nella tasca della sua giacca.

Il sociopatico
Il sociopatico è l'inviduo che ha meglio tollerato la quarantena, turbata unicamente dal fatto di non poter praticare i suoi pochi svaghi rigorosamente solitari (corsa, nuoto libero, squash). 
Per il resto, non comprende come la gente possa lamentarsi, o addirittura soffrire. Anzi, la quarantena l'ha sollevato dal dover declinare quei (pochi) inviti che riceveva dai quattro temerari che hanno il coraggio di definirsi suoi amici. 
Dopo la quarantena riprenderà quindi i suoi hobby individuali avendo una solida scusa alla quale appellarsi di fronte a eventuali proposte di chi gli vuole (incomprensibilmente) bene: "Scusa, preferisco evitare, non vorrei essere asintomatico e rischiare di contagiarvi". Subdolo.

Il naïf
Il naïf (detto senza francesismi, "il coglione") è l'inconsapevole, colui che vive fuori dalla realtà e agisce di pancia, spinto dai suoi bassi istinti. 
Quando il virus aveva appena colpito l'Italia, si ammassava nei supermercati saccheggiando gli scaffali di carta igienica, manco dovesse trincerarsi in un bunker in attesa di un conflitto atomico; il week-end prima della quarantena, si ammassava sugli impianti sciistici di qualche famosa località montana; la sera prima del lockdown, si ammassava in stazione Centrale per tornare da mammà; quando l'attività sportiva era ancora consentita, si ammassava nei parchi con altri coglioni come lui. Nella Fase 2, probabilmente, si ammasserà a casa di amici, cugini di terzo grado e amanti millantando visite a parenti e ad "affetti stabili".
Non voglio pensare che farà in seguito, ma sicuramente non sarà migliorato. Forse l'unico profilo per il quale l'odiatore merita solidarietà.

Il blogger improvvisato
Il blogger improvvisato è un pragmatico che nella vita ha tacitato la passione per la scrittura per guadagnarsi la pagnotta, consapevole che il Pulitzer non l'avrebbe comunque mai vinto.
Ha colto al balzo la palla del Coronavirus per raccontare qualche storiella sulla quarantena, ambientandola nella sua città.
Una parte dei suoi conoscenti gli ha tolto il saluto perché si è riconosciuta nei profili di cui sopra e non l'ha trovato divertente.
Della restante parte, una buona percentuale il suo blog non l'ha letto. 
A quei pochi che invece l'hanno letto, si sono immedesimati e si son fatti una risata, a loro dedicherà i capitoli successivi.

Perché anche quando la quarantena finirà, dovremo passarne ancora delle belle per tornare alla normalità.

Commenti

  1. E' uno spaccato della societa' odierna molto aderente alla realta'. Penso che molti di noi si siano identificati in una delle categorie contemplate e, quantomeno, abbiano colto lo spunto per una riflessione, ma sempre con il sorriso sulle labbra.

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  2. Grazie mille per il tuo commento! Lo scopo del blog è proprio questo: tratteggiare situazioni e comportamenti comuni in questo assurdo momento storico e permettere alle persone di identificarsi e sorriderne. Mi fa piacere che l'obiettivo sia stato centrato.

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  3. Profili tratteggiato Con precisione. Siamo tutti un po' tutto e tu ci i nviti a sorridere di noi stessi.
    Un po' più di sintesi rinforzerebbe l'aspetto ironico, secondo me

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